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Oscar Bartoli: “E anche questa è America”
di Anna Bujatti

Il 20 febbraio scorso è stato presentato a Roma, alla LUISS ( Libera Università Internazionale degli Studi Sociali) il volume di Oscar Bartoli “E anche questa è America”, LUISS University Press 2008, prefazione di Walter Veltroni. Un pubblico attento e partecipe ha affollato la suggestiva Sala delle colonne della bella villa stile liberty sede della direzione della LUISS.

Oscar Bartoli, che ha una lunga ed intensa esperienza di direzione aziendale ( all’IRI per l’America ) e di insegnamento nel campo delle comunicazioni (ha insegnato alla stessa LUISS e alla Catholic University di Washington) pubblica nella prima e seconda parte del volume interviste e testimonianze di professionisti nei vari campi, scientifico, imprenditoriale ed artistico, affermatisi negli Stati Uniti anche attraverso difficoltà iniziali di inserimento e di adattamento e nella terza parte una serie di suoi brevi servizi radiofonici trasmessi dai microfoni della RAI tra il 1998 e il 2007.

La prima e seconda parte del volume sono dedicate in modo particolare ai giovani che, in gran numero presenti tra il pubblico, hanno fatto sentire la loro voce avviando con l’autore un vivace e proficuo dibattito.

I brevi servizi radiofonici comunicano, anche nel volume a stampa, la loro fresca e incisiva “presa” sulla varia molteplice realtà americana, una “presa” che il titolo“E anche questa è America”, leitmotiv di molti dei servizi presentati, rende con vivida immediatezza. I servizi colgono momenti ed aspetti politici anche drammatici, e momenti di vita sociale o familiare, a volte con un bonario risvolto umoristico, ma sempre con vigile attenzione agli aspetti morali della convivenza civile.

Se non sono affrontati temi di vistosa evidenza come l’11 settembre, inadatti alla breve misura degli interventi radiofonici, non mancano riferimenti anche poco convenzionali agli aspetti più preoccupanti della vita civile americana ( come nel caso di “Gli Osama Bin Laden tra noi” ) e, a contrasto, ritratti inattesi come quello dello scienziato indiano che ha raccolto vecchi computer per inserirli in “chioschi con finestrelle” (da cui l’espressione “The hole in the walls” che definisce il progetto) collocati nei villaggi indiani per aiutare gli scolaretti a familiarizzarsi con internet.

E’ un libro ricco di calore umano, che si legge come in costante conversazione con l’autore, che risiede a Washington da molto anni, e con i protagonisti delle interviste e delle testimonianze biografiche raccolte. (Voce Italiana April 2008)