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Martedì 26 Febbraio 2008, l’Ambasciata d’Italia a Washington ha ospitato l’astronauta italiano Paolo Nespoli e i suoi compagni di equipaggio del Discovery STS-120.
Il successo del lancio dello Shuttle Discovery, avvenuto il 23 ottobre scorso nell’ambito di quella che l’Agenzia Spaziale Europea ha voluto chiamare, in onore dell’I talia, “Missione Esperia” (nome con cui i greci chiamavano la penisola italiana) rappresenta un importante passo in avanti per la ricerca scientifica europea. In particolare, l’invio e il successivo aggancio del modulo di interconnessione denominato “Harmony” (Nodo 2), interamente realizzato a Torino nell’ambito dell’accordo tra ESA e NASA, conferma ulteriormente il prestigio internazionale dell’Italia in materia aerospaziale.
Ad aprire la serata è stato il benvenuto agli astronauti dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta, che ha sottolineato il ruolo di primo piano svolto dall’Italia nella progettazione dell’International Space Station e la necessità di proseguire la collaborazione tra la NASA e l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) per il raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziosi. Al termine del suo intervento, prima di lasciare il palco all’equipaggio, l’ambasciatore Castellaneta ha conferito a Paolo Nespoli un diploma ufficiale di Commendatore per meriti scientifici.
In una sala elegantemente allestita per l’occasione e popolata da un prestigioso pubblico di Premi Nobel, fisici ed ingegneri delle tre agenzie spaziali Nasa, Asi ed Esa, Nespoli e i suoi compagni di viaggio hanno regalato ai presenti un racconto dettagliato, coinvolgente e a tratti persino commovente della Missione Esperia.
Mentre sul maxischermo alle loro spalle si susseguivano le suggestive immagini della missione e gli altoparlanti della sala diffondevano i suoni di bordo e i dialoghi dell’equipaggio, i sei astronauti -oltre a Nespoli, il comandante Melroy, il pilota Zamka e gli specialisti Parazynski, Wheelock e Wilson- hanno letteralmente tenuto con il fiato sospeso i presenti in sala, incalzandoli con i particolari più curiosi della loro avventura e rivivendo con loro i quattordici giorni trascorsi a bordo della stazione spaziale internazionale.
“Non capita tutti i giorni di vedere una stella cadente così da vicino, nè di assistere a tramonti di tale bellezza. Raccontarlo a voi, qui ed ora, è come rivivere quelle esperienze una seconda volta”. Con queste parole Nespoli ha concluso la conversazione con il pubblico, è sceso dal palco e con grande affabilità si è prestato a stringere mani e firmare autografi.
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